La mitologia dell’antico Egitto. Un nuovo libro di Serena Fiandro e Marzia Varrone

Carissimi amici, è in uscita un nuovo libro di mitologia con cui vi proporremo di viaggiare con noi nell’antico Egitto, tra le storie degli dei e i passaggi più belli del Libro dei Morti. La raccolta è illustrata dalla nostra collaboratrice Marzia Varrone, la quale ha svolto una vasta ricerca iconografica per selezionare e riprodurre fedelmente immagini tratte da affreschi, papiri e sculture originali, allo scopo di restituirvi una delle più affascinanti civiltà del Mediterraneo nella sua forma più autentica. All’interno del libro, a cura di Serena Fiandro, troverete testi che attraversano tutta la storia dell’Egitto, dal terzo millennio a. C. fino ad arrivare all’età tolemaica.

Questo libro fa parte di una collana dedicata alla mitologia, in cui troverete la cultura sumera con l’epopea di Gilgamesh, l’antichità classica con le vicende di Enea e Odisseo, la nascita degli dei e di imprese contro mostri mitologici, i miti nordici dell’Edda, la Saga dei Volsunghi, le avventure di Beowulf e i testi più belli della mitologia irlandese.

miti egizi fronte

Per approfondire, qui trovate una nota sui testi contenuti nel libro scritta dalla curatrice Serena Fiandro.
I miti di questa raccolta sono una testimonianza che attraversa l’intero arco della cultura egizia, dal terzo millennio avanti Cristo fino ad arrivare all’epoca tolemaica, con un’unità tematica incredibile se si considera l’ampiezza del periodo storico di riferimento. Al di là della bellezza letteraria dei testi, un aspetto che ci preme sottolineare è il debito culturale e artistico che le epoche successive, in particolare quelle classiche, hanno nei confronti dell’Antico Egitto, che per millenni ha rappresentato la più importante civiltà del Mediterraneo.
In questi miti abbiamo potuto conoscere la concezione del mondo degli Egizi e il complesso sistema di divinità che caratterizza la loro religione, ritrovando temi comuni anche per altri popoli. Ci sembra di particolare interesse l’idea di Khepera, dio creatore che genera se stesso e il mondo a partire dalla materia indifferenziata facendo uso della parola: nominando le cose, queste vengono all’essere e gli dei non sono altro che i nomi delle sue membra, gettando così le basi per una tendenza non del tutto politeista.
Ritroviamo spesso nella mitologia figure analoghe al dio-serpente Apep, simbolo del male e Nemico degli dei, per quanto nel Libro dei Morti scopriamo come il serpente rappresenti anche il rinnovamento dell’anima che rigenera ogni giorno se stessa, come ritroviamo anche nei più antichi testi cristiani. La spiegazione mitica dell’origine della birra come bevanda sacra assume un valore di riconciliazione tra l’umanità e il dio Ra, adirato per offese rivolte alla sua divinità a tal punto da scatenare sul genere umano la furia vendicativa di Hator, uno dei suoi Occhi. Ritroviamo un tema divenuto in tempi recenti molto popolare nel folklore e nelle fiabe riguardante il potere conferito dalla conoscenza del nome vero della divinità, una conoscenza che rende come dei, mostrando così come lo status divino sia qualcosa che si può ottenere anche grazie all’uso di stratagemmi e all’inganno.
In questi miti, abbiamo visto inoltre come l’immortalità non sia una caratteristica degli dei che invecchiano come Ra e possono morire, come avviene per Osiris e suo figlio Horus morso da un serpente. Eppure, la morte non è il limite estremo della vita: un dio può essere riportato in vita oppure ottenere l’immortalità nel regno dell’Oltretomba.
Un altro tema che ci sembra interessante è la lotta contro animali mostruosi e terrificanti, elemento frequente nelle mitologie come ad esempio in Gilgamesh o nelle imprese degli eroi greci, come abbiamo potuto vedere nel testo in cui Ra sconfigge i suoi nemici sotto forma di coccodrilli e ippopotami. Nel Libro dei Morti ritroviamo Am-mit, mostro con la testa di coccodrillo, il corpo di leone e la parte posteriore di ippopotamo. Ritroviamo poi figure ibride di dei-animali, come abbiamo mostrato sia nei miti che nelle illustrazioni, che sono forse uno degli aspetti più conosciuti della mitologia egizia. Ibis, falchi, gatti, sciacalli, leoni, vacche e altri animali sono sacri e legati a queste metamorfosi divine.
Nella seconda parte del libro abbiamo voluto presentarvi una selezione dei più bei passaggi del Libro dei Morti. Esistono molte varianti di questo testo, prodotte nel corso dei secoli, ma quella su cui ci siamo basati principalmente è quella contenuta nel Papiro di Ani (un Libro dei Morti compilato per lo scriba Ani nel 1250 a. C.) con qualche integrazione presa da altri testi. Si tratta di una vera e propria guida per l’anima nell’aldilà che ci lascia anche fondamentali indizi sulle credenze e le pratiche religiose degli antichi Egizi, in cui ci vengono narrati i passaggi fondamentali di ciò che avviene dopo la morte e l’imbalsamazione, dalla pesatura dell’anima, che deve essere più leggera di una piuma per non essere divorata da creature mostruose, al percorso che il defunto deve compiere per non morire una seconda volta e vivere in eterno.

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