Marco Bertoli racconta “1886. Quando le Lunatermiti invasero la Terra”

Carissimi amici, oggi vi presenteremo tramite un’intervista all’autore la nuova opera di Marco Bertoli, già noto al nostro pubblico non soltanto per l’avvincente romanzo storico L’avvoltoio. Delitti all’alba della scrittura, ma anche per avere curato i due libri illustrati per ragazzi Gilgamesh. La storia di un eroe sumero e Ivano. Il cavaliere del leone, che hanno avvicinato tanti bambini alla storia della letteratura.

Lunatermiti FRONTE
SERENA FIANDRO. Sono lietissima di dare il benvenuto a Marco Bertoli. Ci troviamo di fronte a un autore con una produzione letteraria ampia e variegata, soprattutto di racconti, grazie alla quale ha conseguito ottimi riscontri da parte del pubblico tanto per i temi quanto per la qualità, sempre impeccabile, di scrittura.
Oggi siamo qui per presentare ai nostri lettori la sua ultima opera, 1886. Quando le Lunatermiti invasero la Terra, un romanzo di fantascienza ambientato in un Ottocento alternativo devastato dall’arrivo di invasori alieni che si inserisce nel solco della migliore tradizione dei romanzi d’avventura scritti proprio nel medesimo periodo.
Infatti la prima domanda che vorrei rivolgere a Marco Bertoli riguarda proprio le sue influenze letterarie. Leggendolo per la prima volta, mi ha ricordato molto sia per temi che per ambientazione certi romanzi di Verne e Salgari, a cui molti di noi devono l’inizio della passione per la lettura. In questo, oltre che nella scrittura agile e coinvolgente, risiede il maggiore fascino di questo romanzo pieno d’azione e di intreccio. Ti riconosci nelle mie impressioni? Ritrovi qualcosa di questi autori nella tua opera?

MARCO BERTOLI. Anzitutto un saluto a tutti i lettori e un grazie a voi, Doni delle Muse, per la fiducia e l’apprezzamento nei miei confronti.
Venendo a rispondere alle prime delle tue domande, confesso senza problemi che L’isola misteriosa è uno dei romanzi che salverei in caso di cataclisma. Sì, Salgari e Verne sono stati gli autori che hanno accompagnato la mia infanzia, riempiendo le ore di svago con storie coinvolgenti che sognavo di vivere una volta cresciuto. Questo, ahimè, non è stato possibile nella vita reale, quindi mi sono consolato inventando io stesso un’avventura in cui provare a ricreare le atmosfere e le situazioni che tanto mi avevano entusiasmato da giovane. In più, ho aggiunto un altro classico dei miei tempi: il libro Cuore di De Amicis.

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SERENA FIANDRO. Una tematica frequente nella fantascienza è l’invenzione di una forma di vita aliena talmente estranea al genere umano da risultare incomprensibile. L’insetto forse è ciò che meglio rappresenta tale estraneità, tale differenza incolmabile. Pensieri del tutto diversi, esigenze differenti, ragionamenti che la mente umana non è in grado di percorrere. Per questo è sempre così efficace nella narrazione di una storia. Come sono le tue Lunatermiti, così enigmatiche, misteriose e indecifrabili? Cosa vogliono? Perché hanno invaso la Terra?

MARCO BERTOLI. Concordo con le tue parole: quando si parla di alieni l’immaginazione corre subito a mostri dalle forme di ragni o insetti, così piccoli eppure così inquietanti nel loro lottare per la sopravvivenza in un silenzio che ci sgomenta perché ci priva di un punto di riferimento emotivo. Basti pensare a come il tono di voce di una persona ci permetta d’intuire il suo stato d’animo al di là del significato delle parole che usa.
Le mie Lunatermiti sono creature intelligenti e sociali che hanno vissuto nel sottosuolo lunare sino a che la sovrappopolazione le ha spinte a invadere la Terra. Questa almeno è la spiegazione fornita dai governi degli stati perché, in realtà, nessuno è a conoscenza delle loro reali motivazioni. Anche gli uomini e le donne che li aiutano nei loro piani di conquista per trarne un vantaggio personale ignorano i loro scopi. Gli unici dati certi riguardano la struttura della loro società, rigidamente suddivisa in classi a seconda del lavoro cui sono destinate sin dalla deposizione delle uova, e il loro vivere in colonie. Si suppone che alla loro guida ci siano gruppi ristretti di regine o simili ma nessun terrestre è riuscito a penetrare nelle profondità di un loro termitaio e a tornare fuori vivo.
La scelta del nome, infine, è stata indirizzata dalla orecchiabilità perché il termine suona meglio di Lunaformiche.

SERENA FIANDRO. I tuoi personaggi sono sempre ben caratterizzati e complessi e possiedi una rara capacità di creare tanto personaggi maschili quanto femminili, in questo caso ragazzi, così reali da sembrare vivi. Come nascono i personaggi di questo romanzo? Ti sei ispirato alla realtà o sono completamente inventati?

MARCO BERTOLI. Il protagonista maschile deve tanto al coraggio e al senso di responsabilità del Tamburino Sardo di De Amicis e a un mio collega di lavoro di cui apprezzo l’irruente spontaneità scandita da un caratteristico intercalare.
Andrea, invece, nasce da un disegno trovato girovagando su Internet: una ragazzina dai capelli rossi in tuta da meccanico intenta a trafficare attorno a uno strano macchinario. Carattere e modi di comportarsi sono una miscela di quelli delle mie due figlie. La tenacia di non mollare mai, infine, è presa pari pari da mia moglie.

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SERENA FIANDRO. 1886. Quando le Lunatermiti invasero la Terra è un romanzo per tutti, come i romanzi d’avventura di cui parlavamo all’inizio. È senza dubbio adatto per un pubblico molto giovane, ma diversamente da tanti libri indirizzati ai ragazzi non perde mai di vista la complessità e la caratterizzazione dei personaggi, come abbiamo visto, senza mai incorrere in semplificazioni eccessive, quindi è in grado di appassionare anche lettori adulti allo stesso modo, come è avvenuto con me che sono rimasta rapita dal mondo che hai creato. Molti scrittori hanno uno o più lettori, reali o immaginari, di riferimento. Questa considerazione vale anche per te? Chi è il lettore a cui ti rivolgi?

MARCO BERTOLI. Ho appena terminato di leggere un libro in cui un autore di fama planetaria descrive alcuni aspetti della sua esperienza e rivela che per lui tutti sono lettori, cioè che quando scrive non si rivolge a un particolare tipo. Nelle debite proporzioni, ovvio, mi ritrovo nella sua affermazione. Come dico sempre, io mi diverto a raccontare storie con la speranza che chiunque le ascolti, a prescindere da età o sesso, possa ricavarne piacere e stimoli di riflessione sul mondo che ci circonda.

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SERENA FIANDRO. Una domanda che amo sempre rivolgere agli scrittori riguarda la loro ispirazione. Mi hai parlato di questo romanzo quando ancora era soltanto un’idea, ma come è nato il tema che si è poi sviluppato in questo mondo così affascinante e complesso? Che metodo di scrittura hai seguito per la creazione del tuo romanzo?

MARCO BERTOLI. Questa è la domanda che più temevo perché non so che cosa rispondere. Sono consapevole di quanto possa sembrare assurdo, eppure è la verità. Certo, l’idea di scrivere un romanzo di genere steampunk mi attirava, ma il processo che ha distillato insieme l’intera vicenda è qualcosa di misterioso e irrazionale a cui forse non è estraneo il fatto che a Pisa l’abitazione di Pacinotti, personaggio ombra del libro, sino a un paio di anni fa era occupata da studi e laboratori del Dipartimento di Scienze della Terra in cui presto servizio.
Quanto al metodo ho utilizzato per la prima volta un programma di scrittura di romanzi. Ero diffidente sulle sue effettive capacità di gestione ma mi sono ricreduto grazie alla sua facilità di uso: una volta abbozzata la scaletta delle scene, è stato semplice modificarla e arricchirla sino alla versione finale.

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SERENA FIANDRO. Quale messaggio vorresti comunicare ai tuoi lettori, giovani e meno giovani?

MARCO BERTOLI. A rischio di apparire retorico, sono più che mai convinto che gli affetti come l’amicizia sincera e la volontà di realizzare le aspirazioni che tutti abbiamo nel cuore, senza prevaricare chi ci sta intorno e nel rispetto reciproco, siano buoni motivi per cui vale la pena di affrontare le prove spesso dolorose della vita.

SERENA FIANDRO. Per concludere, ringraziando Marco Bertoli per la sua disponibilità, ti faccio la domanda di rito: hai dei progetti futuri che vorresti portare a pubblicazione? Puoi anticiparci qualcosa?

MARCO BERTOLI. Sto elaborando numerosi racconti di vario genere per sperimentare tipi diversi di scrittura che meglio si adattino a ognuno di essi. Inoltre sono impegnato nella revisione di una terna di romanzi che ho scritto negli ultimi due anni. Si tratta di un giallo storico con sfumature fantasy ambientato a Pisa in un 1600 ucronico; di un giallo storico puro che si svolge a Sparta nel 1208 a.C. e di un romanzo storico con risvolti thriller con al centro la figura di Dedalo.

COPERTINA_GILGAMESH_fronteL'avvoltoio

SERENA FIANDRO. Grazie per essere stato qui con noi e per avere risposto alle mie domande. Auguro a tutti i lettori di godersi questo romanzo che può essere acquistato in tutti gli store online, ad esempio qui o qui, sul nostro sito o, dietro ordinazione, in tutte le librerie italiane. Ricordiamo inoltre che anche gli altri titoli dell’autore pubblicati dalla nostra associazione culturale sono sempre disponibili nello stesso modo. Buona lettura a tutti!

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