Federico Sala presenta “Ladri di storia”

Cari lettori, oggi vogliamo parlarvi dell’ultimo romanzo da noi pubblicato, Ladri di storia, che inaugura una nuova collana dedicata ai ragazzi. Questo libro racchiude tutti gli elementi con cui abbiamo scelto di caratterizzare la collana, al fine di fare comprendere ai ragazzi come leggere sia un viaggio meraviglioso: avventura, azione, mistero e un pizzico di fantasia. Un romanzo scritto in modo così scorrevole e veloce da fare quasi dimenticare di stare leggendo e da rendere il lettore protagonista della storia.
L’argomento di cui tratta il libro, ovvero i viaggi nel tempo e i paradossi generati dalle azioni compiute nel passato, in particolare a causa della serie di furti che i due ragazzi protagonisti saranno costretti a compiere, è un argomento che è già stato affrontato molte volte dalla letteratura di genere fantascientifico, ma per una semplice ragione: è un tema affascinante, per lettori giovani e meno giovani. In fondo, chi di noi non vorrebbe viaggiare nella storia e vivere fantastiche avventure?

LADRI_DI_STORIA bozza

SERENA FIANDRO: Diamo il benvenuto all’autore, Federico Sala, che ha pubblicato con noi la sua prima opera letteraria. Giornalista sportivo, Federico scrive articoli per l’edizione digitale di Repubblica. Si parla tanto, in narrativa, del viaggio dell’eroe e si tende a dimenticare che anche lo scrittore deve compiere un viaggio, dall’ideazione della storia fino alla pubblicazione. Com’è nata l’idea di scrivere questo romanzo? Perché una storia di viaggi nel tempo? Qual è stato il primo furto che ti è venuto in mente?

FEDERICO SALA: Grazie e un saluto a tutti. Volevo scrivere qualcosa che piacesse per prima cosa a me stesso. E la fantascienza, soprattutto i viaggi nel tempo, sono nel mio immaginario da sempre. Ricordo bene come nacque il romanzo: ero disteso sul mio divano, notte insonne. La prima idea su cui fantasticai fu uno scuolabus americano sgangherato che viaggiasse nello spazio-tempo e una ragazza che con l’inganno coinvolgesse nell’avventura un ragazzo. Il resto è venuto dopo. Il primo furto a cui ho pensato è stato proprio quello che incontriamo a inizio romanzo, l’Odissea.

SERENA FIANDRO: Le scelte che hai fatto per quanto riguarda i reperti storici da recuperare sono curiose e per nulla scontate. Non vogliamo ora entrare troppo nei dettagli per non rovinare la sorpresa a lettori che devono ancora iniziare a leggere il libro, tuttavia mi ha subito colpita che la prima avventura affrontata dai personaggi sia un viaggio ad Alessandria d’Egitto intorno al II secolo a. C. Un’epoca su cui non deve essere stato particolarmente facile documentarsi, anche per quella commistione di culture che rende il periodo piuttosto complesso da studiare. Tra l’altro l’episodio del furto dell’Odissea è quello che abbiamo scelto come immagine per la copertina, disegnata dalla nostra talentuosa collaboratrice Martina Sesti.
Perché il furto dell’Odissea e perché la Biblioteca di Alessandria, simbolo di un’epoca d’oro della cultura che presto entrerà in decadenza? Cosa rappresenta l’Odissea per te e per i tuoi protagonisti?

FEDERICO SALA: Come ho detto prima, il viaggio in Egitto è stato il primo che mi è venuto in mente. Quel paese e quel periodo storico li trovo molto affascinanti e per certi versi più moderni di noi. Alessandria è un centro straordinario di cultura e di integrazione. L’Odissea è un simbolo, è una amichevole dichiarazione di intenti che faccio a chi legge e a me stesso: allacciate le cinture, si parte per l’avventura e non sappiamo dove questo viaggio ci condurrà.

SERENA FIANDRO: Parliamo di Jacopo e Abigail, i tuoi protagonisti, il cui punto di vista occupa uno spazio identico all’interno del libro. Una cosa che colpisce di loro è la profonda passione per la storia, il fatto che, malgrado la paura e la tensione per la situazione in cui si trovano, con il rischio di non potere più tornare nelle loro epoche, non perdano mai la loro energia e il loro entusiasmo. Come sono nati i tuoi personaggi e cosa ci puoi dire di loro? Sono nati prima l’ambientazione e la storia oppure Abigail e Jacopo?

FEDERICO SALA: Abigail e Jacopo sono stati i primi a nascere. Poi è seguita la storia. Jacopo è plasmato sul ragazzino che ero io nel 1989, a grandi linee almeno. Un po’ timido ma coraggioso, non si perde d’animo nonostante le difficoltà. Abigail è la tipica ragazza che a quei tempi sarebbe riuscita a mettere in imbarazzo uno come me, con la sua spigliatezza. La considero la vera guida dell’avventura, spesso è lei il motore che spinge il compagno a darsi una mossa. Credo che insieme formino un mix ben assortito e mi piace come si sviluppa il loro rapporto grazie alle avventure e alle difficoltà che si trovano a dover affrontare insieme.

SERENA FIANDRO: Scrivere narrativa e scrivere articoli di giornale sono due attività molto diverse, che richiedono differenti competenze e sensibilità. Com’è stato passare dal lavoro giornalistico a quello di romanziere, in cui la fantasia e l’immaginazione giocano un ruolo così importante? Qual è stato il tuo metodo di lavoro per la stesura del libro?

FEDERICO SALA: Sono due cose completamente diverse, confermo. In un articolo bisogna essere sintetici, coincisi e raccontare i fatti così come sono avvenuti, senza troppi ricami. Questo è un vero giornalista, a mio parere. Mi occupo talmente tanto di cronaca che ho voluto staccare completamente e far volare la fantasia. Sarebbe stato più semplice forse scrivere un romanzo sul calcio, argomento che conosco bene, ma Ladri di storia mi ha permesso di evadere dal mio solito mondo e di scrivere su una cosa che amo, libero da ogni vincolo. Il mio metodo di lavoro è questo: costruisco la trama di base nella mia mente, quindi inizio a scrivere il romanzo e lascio che sia lo sviluppo stesso degli avvenimenti a definire i dettagli. La trama in generale è già chiara, naturalmente, ma alcuni particolari nascono da soli. Amo che i miei personaggi mi coinvolgano nell’avventura come se fossi anche io un lettore. Per questo ho scritto un capitolo dopo l’altro, proprio come sono elencati nel libro, alternando i punti di vista dei ragazzi protagonisti. Una volta completato, sono passato a una prima fase di editing. L’ho fatto riposare quasi un anno. Quindi l’ho ripreso e l’ho rifinito ancora una volta, aggiungendo anche il penultimo capitolo. Un’idea dell’ultima ora che mi sembrava carina.

federicosala

SERENA FIANDRO: Un’ultima e doverosa domanda per Federico. Hai altri progetti in cantiere? Prevedi nuove avventure per Jacopo e Abigail – ed eventualmente puoi darci qualche piccola anticipazione senza rivelare troppo?

FEDERICO SALA: Proprio in questi giorni sto elaborando la trama del seguito di Ladri di storia. Mi sono sentito dire da tanti amici e lettori che avrebbero voluto sapere che cosa succederà ancora ai due protagonisti e quindi mi sono messo al lavoro. Non è semplice, il paradosso temporale è sempre dietro l’angolo, ma sto risolvendo tante questioni e situazioni piuttosto intricate, sono fiducioso. Posso solo dirti che sarà una storia diversa, non più incentrata sui furti di reperti, e che i nostri Abigail e Jacopo verranno anche a farci visita nell’epoca in cui viviamo.

Ringraziamo Federico Sala per le risposte e vi ricordiamo che il libro è attualmente disponibile nello shop del nostro sito, in tutti gli store online (ad esempio qui e qui) e potete ordinarlo in qualsiasi libreria italiana. Grazie a tutti per averci seguiti anche questa volta e buone avventure nel meraviglioso mondo dei libri!

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