Il medioevo raccontato ai ragazzi. Ivano, il cavaliere del leone

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Ivano, il cavaliere del leone è un libro che fa parte di un progetto, Il Medioevo raccontato ai ragazzi, al quale l’associazione I Doni delle Muse si sta dedicando con particolare attenzione, che consiste nella divulgazione di testi medievali attraverso un linguaggio più semplice di quello originale ma non per questo moderno, eliminando ripetizioni e spiegando gli elementi che rendono l’opera di difficile lettura, al fine di avvicinare ragazzi e adulti a questa meravigliosa epoca storica. Si tratta di un lavoro che richiede grande sensibilità e attenzione per riuscire a comunicare la cultura medievale a un pubblico anche molto giovane, senza per questo rinunciare alla precisione nell’uso del lessico e senza scadere in modernizzazioni che non rispettano la storicità e il testo.
Si tratta di un testo molto bello e purtroppo altrettanto poco conosciuto, se non per sentito dire, ragione per cui è stato scelto per questa collana e rielaborato dai nostri collaboratori Marco Bertoli e Serena Bertoli, per poi essere corredato dalle illustrazioni di Aténé Bálint che, a sua volta, ha svolto un complesso lavoro di ricerca iconografica e di studio per presentare sotto forma artistica le vicende narrate.

SERENA FIANDRO: Innanzi tutto, diamo il benvenuto ai redattori e all’illustratrice che oggi sono qui con noi. Iniziamo con alcune domande a Marco e Serena. Una delle cose che più colpiscono di questo libro è la straordinaria fluidità del testo. Qualche giorno fa ne stavo parlando con un lettore e ho detto che si legge come una fiaba, caratteristica che lo rende adatto per lettori di qualsiasi età, a tal punto da poterlo consigliare anche per i primi anni della scuola primaria.
Al di là degli aspetti puramente fiabeschi del testo, tipici del genere arturiano (ma non così frequenti in Chrétien de Troyes), siete riusciti a creare un’unità nel testo, con numerosi colpi di scena e azioni veloci, che rendono il testo immediato e particolarmente appassionante. L’impressione è quello del lavoro da parte di un solo autore.
Com’è stato lavorare a quattro mani e trovare la via per una narrazione così unitaria? Come avete trovato un vostro stile così chiaro e diretto all’interno degli stretti paletti del rispetto della filologia e di un testo che appartiene al Medioevo?

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MARCO BERTOLI: Devo riconoscere che sono io il primo a essere rimasto stupito per il risultato che abbiamo ottenuto perché entrambi siamo da sempre abituati a scrivere da soli. Inoltre, lasciando da parte le età anagrafiche, Serena ed io siamo diversi sia nello stile sia nei generi e negli argomenti in cui ci cimentiamo. Ivano ha rappresentato un’occasione per sfatare il pregiudizio per il quale Artù e i suoi cavalieri siano l’esempio più eclatante di come sotto i nobili ideali proposti dalla cavalleria, di cui loro sono il paradigma, sia facile nascondere inganni, tradimenti e vendette della più infima specie. Non rivelo nulla della storia se non che è molto complessa, ricca di sottotrame e colpi di scena.

MARCO BERTOLI e SERENA BERTOLI: Serena ed io abbiamo stabilito che entrambi avremmo letto il testo, annotando e riassumendo gli episodi che ci fossero sembrati essenziali per lo svolgersi della vicenda, eliminando così il superfluo. Nel momento in cui abbiamo scoperto le rispettive liste di argomenti ci siamo accorti che erano identiche. A questo punto ci siamo trovati davanti a un ostacolo, quello di trovare la via più adatta per trasporre il modo di scrivere medievale in uno che, pur di agevole comprensione a un lettore dei nostri giorni, non lo snaturasse con termini moderni. È stata dura, ma credo che ne sia valsa la pena, per il risultato.

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SERENA FIANDRO: Nell’Ivano, elementi che la nostra cultura definirebbe fantastici, storia e personaggi sorti in periodi diversi si fondono in modo mirabile e senza soluzione di continuità, diversamente da quanto avviene nella narrativa contemporanea in cui generi e stili tendono a essere separati in modo spesso rigido. Vincoli che non appartengono a Marco, autore straordinariamente prolifico che ha pubblicato per noi i due libri L’avvoltoio. Delitti all’alba della scrittura e Gilgamesh, la storia di un eroe sumero.
Marco si è cimentato in imprese ardimentose quanto quelle di Ivano per quanto riguarda la sperimentazione di nuovi generi, che ritroviamo nei riuscitissimi racconti di ambientazione medievale che ha scritto per le nostre antologie, l’ultima delle quali dedicata alle leggende della Tavola Rotonda, con il personaggio del cavaliere errante Giovannarturo di Rocca Alta. Che cosa di Giovannarturo deriva dai testi medievali e che cosa di lui hai ritrovato nella stesura di Ivano? Hai in progetto altri racconti o romanzi di ambientazione storica?

MARCO BERTOLI: Riallacciandomi a quanto detto prima, Giovannarturo nasce dal desiderio di smitizzare l’immagine del cavaliere senza macchia e senza paura. Infatti, pur essendo un guerriero che non si tira mai indietro davanti al pericolo, è spinto a compiere le sue imprese non tanto da nobili ideali, cui peraltro si attiene nello spirito, quanto dall’impellente necessità di riempire uno stomaco sempre tormentato dai brontolii di una fame insaziabile. Nelle sue avventure, poi, le donzelle bisognose di aiuto che incontra non corrispondono ai canoni tipici della letteratura medievale perché spesso e volentieri non sono leggiadre e inermi fanciulle. Il compenso per le fatiche del mio eroe, infine, non solo è un lauto pranzo o una cena luculliana ma anche un piacevole incontro amoroso con colei che ha salvato da un orribile destino a rischio della propria vita. Credo che Giovannarturo possieda in realtà diverse caratteristiche in comune con Ivano, ma due balzano subito agli occhi. La prima consiste nell’essere un po’ tardo di comprendonio, limite che lo porta a non riflettere sulle possibili conseguenze delle sue scelte o azioni. La seconda è la cinica indifferenza con cui taglia le teste e affetta i corpi di quanti reputa i cattivi.
Sicuramente continuerò a inventare nuove avventure in cui impelagare Giovannarturo e vedere come riuscirà a venirne fuori. Per i romanzi, invece, mi sono spinto di nuovo più indietro nel tempo: sto lavorando, infatti, su un giallo storico ambientato nella Sparta dell’epoca micenea che ha per protagonisti Menelao, Elena, Ettore e Paride.

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SERENA FIANDRO: Serena è una giovane e talentuosa autrice che si sta cimentando con i suoi primi lavori, incontrando un buon riscontro da parte di concorsi e riviste letterarie. Ha aderito con entusiasmo al progetto su Ivano, con ottimi risultati. Che cosa hai più amato di questo lavoro complesso e delicato? In particolare, quale episodio ti ha divertita o emozionata di più scrivere? Hai altri progetti per il tuo futuro di scrittrice?

SERENA BERTOLI: La cosa che ho amato sicuramente di più è stata il cimentarmi in un’esperienza del tutto nuova per me. Ho provato una grande emozione a iniziare un percorso che non sapevo dove mi avrebbe portata né in che modo mi avrebbe arricchita. Ricordo con gioia le sere d’estate in cui mi dedicavo alla lettura del testo originale e prendevo appunti sul mio quaderno fissando i momenti salienti della storia. In seguito, dopo il rientro a casa dal lavoro, i tardi pomeriggi che trascorrevo con mio padre alla riscrittura del testo. Ecco, infatti, un’altra delle cose che porterò sempre nel mio cuore: quella di aver potuto lavorare fianco a fianco con lui, che ritengo uno scrittore con un grande talento.
Difficile trovare un episodio in particolare che mi abbia maggiormente coinvolta. Penso, piuttosto, di aver apprezzato il personaggio di Ivano per la forza e la tenacia che dimostra nel superare gli ostacoli che incontra sul suo cammino. Come ogni essere umano commette degli sbagli e ne paga le conseguenze ma, invece di arrendersi, lotta sino in fondo per rimediare alle proprie debolezze e per riconquistare ciò che più desidera.
Per quanto riguarda il mio lavoro di scrittrice, ho molte idee in testa cui devo ancora dare una forma ben definita. Di sicuro mi piacerebbe dedicarmi ancora a progetti simili e arrivare spero, in un prossimo futuro, alla stesura di un romanzo tutto mio.

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SERENA FIANDRO: Passiamo ad alcune domande ad Aténé, come Marco collaboratrice dell’associazione dal 2014, che ha già realizzato per I Doni delle Muse le copertine di Una fiaba d’inverno e Leggende della Tavola Rotonda, oltre al libro illustrato, appartenente anch’esso al progetto Il Medioevo raccontato ai ragazzi, Edda. Miti del Nord. Tu hai sempre amato il medioevo, la mitologia e il mondo naturale, un amore che traspare in tutto quello che fai, quindi ci è subito sembrato che un testo come quello di Ivano fosse scritto apposta per te. Com’è stato cimentarti nello studio dell’iconografia medievale per poi rielaborare, secondo la tua sensibilità artistica e il tuo personalissimo stile, le suggestioni provenienti dal Medioevo? Qual è il disegno che ti è piaciuto di più realizzare? Quale metodo di lavoro utilizzi per i tuoi libri illustrati?

ATÉNÉ BÁLINT: Prima di tutto, grazie per queste parole! Mi sono avvicinata al Medioevo grazie alle mie ricerche sugli antichi Ungari e ho collezionato diversi volumi che trattano il periodo delle cosiddette invasioni barbariche. Molti di questi libri contengono immagini di pagine dei manoscritti medievali (soprattutto annali) e nel caso di Ivano mi sono divertita a mischiare il mio stile di disegno con quello delle miniature d’epoca. Ho cercato di essere realistica e allo stesso tempo riportare alcuni elementi che compaiono molto spesso nelle illustrazioni dei libri medievali.
Il disegno che mi ha divertita di più è senz’altro quello che raffigura i due demoni, mentre quello che ho trovato il più facile è la scena in cui Ivano abbraccia la sua dama, perché rientra molto nei miei temi. Infine, sono amante dei gatti e dei felini in generale, perciò mi ha fatto molto piacere disegnare un animale maestoso come il leone.
Per le illustrazioni ricevo una lista delle scene e quali sono i dettagli importanti che non devono mancare, a volte con l’aggiunta di immagini di riferimento. Dopodiché, faccio una scala di difficoltà: comincio con i disegni che trovo più facili, lasciando quelli complicati per ultimi. Tengo sempre a portata di mano dei libri illustrati e, se questo non dovesse essere sufficiente, faccio delle ricerche su internet.

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SERENA FIANDRO: Ora un’ultima domanda per tutti e tre. Cosa volete comunicare ai vostri lettori, giovani e meno giovani? Che cosa della cultura medievale amate di più e vorreste venisse trasmesso alle nuove generazioni di lettori?

MARCO BERTOLI: Anzitutto che il Medioevo non è quell’età cupa, retrograda e lontana da noi che immaginiamo. Certo l’esistenza era dura e la morte una presenza costante, tuttavia proprio per questi motivi gli uomini e le donne di quel tempo apprezzavano la vita e cercavano di gustare appieno quanto di buono offriva loro, mossi da emozioni e sentimenti identici ai nostri. Poi vorrei che arrivasse ai lettori un concetto molto semplice che, però, nel mondo attuale sembra messo da parte: ogni nostra decisione comporta delle conseguenze, buone o cattive che siano. Inutile illudersi che ciò non accada: per essere venuto meno a una promessa, Ivano si trova costretto a lottare per riconquistare la cosa per lui più importante.

SERENA BERTOLI: Le caratteristiche che apprezzo di più dell’epoca medievale e, quindi, vorrei che arrivassero a tutti sono il senso dell’onore che hanno i cavalieri, il coraggio e la caparbietà. Ritengo che tutti noi dobbiamo imparare da loro perché troppo spesso ci lasciamo abbattere dai problemi della vita rinunciando a combatterli. Pur nel rispetto degli altri e delle regole, senza lottare non si raggiunge nessun obiettivo. I cavalieri ci insegnano proprio questo: a non demordere mai e ad affrontare ogni ostacolo per raggiungere ciò che riteniamo importante.

ATÉNÉ BÁLINT: Assolutamente il rispetto per la natura e gli animali. Spero che il legame tra Ivano e il leone insegni qualcosa.

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SERENA FIANDRO: Ringraziamo per le loro risposte Marco, Serena e Aténé che ci hanno mostrato il lavoro che hanno svolto con una capacità di collaborazione e una sinergia straordinarie. Vi ricordiamo che il libro, Ivano. Il cavaliere del leone, è già disponibile per l’acquisto nel nostro shop. Tra pochi giorni, inoltre, potrete acquistarlo in tutti gli store online e richiederlo in libreria. Il fine settimana tra il 20 e il 21 marzo inoltre troverete Marco e Serena a Montevarchi, presso la fiera Varchi Comics, insieme ai loro libri.

Buona lettura a tutti.

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